INTRODUZIONE
Madrid è stata una di quelle città che non avevo bisogno di capire, ma solo di vivere.
Un viaggio urbano, fatto di passi veloci, piazze piene, locali rumorosi e tramonti caldi.
Abbiamo camminato tanto, mangiato di più, riso ancora di più.
Madrid non si è presentata in punta di piedi: ci ha travolti subito, con la sua energia instancabile e la sua voglia di stare insieme.
Un viaggio urbano, fatto di passi veloci, piazze piene, locali rumorosi e tramonti caldi.
Abbiamo camminato tanto, mangiato di più, riso ancora di più.
Madrid non si è presentata in punta di piedi: ci ha travolti subito, con la sua energia instancabile e la sua voglia di stare insieme.
Scheda di viaggio
📍 Destinazione: Madrid - Spagna
📅 Periodo: 17 - 19 ottobre 2025
⏳ Durata: 3 giorni
✈️ Tipo di viaggio: City break
👣 Itinerario: Organizzato da me
👥 Compagnia: La mia mamma, due zie, due amiche di mamma e la figlia di una di loro
I luoghi segnati sulla mappa sono quelli che ho visitato durante il viaggio.
Si tratta della mia esperienza personale, non di contenuti sponsorizzati.
Si tratta della mia esperienza personale, non di contenuti sponsorizzati.
GIORNO 1 - Prime impressioni e passi infiniti
La sveglia è suonata presto, ma l’entusiasmo ha vinto sulla stanchezza. Destinazione aeroporto di Firenze, zaini in spalla e quella sensazione bellissima di quando sai che ti aspettano giorni pieni, intensi, condivisi.
Questa volta non ero sola: con me c’era un piccolo gruppo tutto al femminile, fatto di famiglia, affetti e nuove energie. Un mix perfetto.
Questa volta non ero sola: con me c’era un piccolo gruppo tutto al femminile, fatto di famiglia, affetti e nuove energie. Un mix perfetto.
Atterriamo a Madrid di prima mattina. L’aria è fresca, la città si sta svegliando. Lasciamo subito gli zaini in un locker Stow Your Bags in centro e partiamo senza perdere tempo: Madrid ci aspetta, e noi abbiamo voglia di camminarla tutta.
Entriamo in Plaza Mayor attraversando l’Arco de Ciudad Rodrigo e l’impatto è immediato. La piazza si apre davanti a noi, maestosa, circondata da edifici color ocra e mattoni. La Casa de la Panadería, la Casa de la Carnicería, la statua di Filippo III al centro: tutto è armonioso, elegante, vivo. Anche a quell’ora del mattino la piazza pulsa già di energia.
Facciamo colazione da Cañas y Tapas, una sosta poco memorabile tra servizio lento e qualità nella media, ma va bene così: è solo l’inizio. Ripartiamo con passo deciso lungo Calle Mayor, che ci conduce a Plaza de la Villa, uno degli angoli più affascinanti della città. Qui il tempo sembra rallentare: la Casa de la Villa, la Casa de Cisneros e la Torre de los Lujanes raccontano una Madrid antica, raccolta, quasi segreta.
Poco dopo intravediamo la Capitanía General e, girato l’angolo, eccola: la Catedral de Nuestra Señora de la Almudena. Da fuori è imponente e luminosa, con la sua facciata neoclassica e la grande cupola che domina la scena. Entriamo mentre è in corso la messa, e questo rende l’atmosfera ancora più intensa. L’interno è più sobrio, ma il silenzio, le voci basse e la luce che filtra dalle vetrate le danno un fascino particolare.
Accanto alla cattedrale si apre l’immenso Palacio Real. Lo osserviamo prima da Plaza de la Armería e poi da Plaza de Oriente, con vista anche sui giardini. La fila è infinita, quindi decidiamo di ammirarlo solo da fuori, scattare qualche foto e lasciarci affascinare dalla sua eleganza senza tempo.
Scendiamo verso i Jardines de Sabatini, verdissimi e ordinati, perfetti per rallentare un attimo. Riprendiamo poi il cammino verso Plaza de la Cruz Verde e il Jardín del Príncipe de Anglona, che purtroppo ci delude un po’: piante secche e poca cura.
La passeggiata continua tra la Iglesia de San Pedro el Viejo, Plaza de la Paja, silenziosa e raccolta, e la Iglesia de San Andrés, chiusa ma splendida nel suo contesto. Camminiamo lungo Carrera de San Francisco fino alla monumentale Basílica de San Francisco el Grande, con la sua enorme cupola azzurra che domina il quartiere.
La fame si fa sentire. Tentiamo il Mercado de la Cebada, ma lo troviamo quasi completamente chiuso. Cambiamo piano e troviamo rifugio da El Buti: cucina semplice, gustosa, servizio veloce. Esattamente quello di cui avevamo bisogno.
Dopo il check-in nel nostro Appartamento Opera, ripartiamo subito. Tappa obbligata: Mercado de San Miguel. Profumi, colori, voci, tapas di ogni tipo. Ci concediamo churros e sangria come merenda, immerse nel caos allegro del mercato.
Il pomeriggio scorre tra Plaza de Jacinto Benavente, Plaza del Ángel, il Palacio de Santoña e le vie del centro. A Plaza de Santa Ana ci accoglie la statua di García Lorca, poco prima che inizi a piovere. Ma la pioggia non ci ferma: anzi, rende tutto ancora più suggestivo. Le strade bagnate, le luci dei locali, l’aria fresca.
Passiamo dal Monasterio de las Descalzas Reales e, per cena, torniamo verso Plaza Mayor. Mangiamo da Taberna Corrientes, un locale carino e accogliente. Dopo cena torniamo in piazza: illuminata, quasi silenziosa, elegante. Un finale perfetto per il nostro primo giorno a Madrid.
Plaza Mayor
Plaza de la Villa
Capitanía General
Catedral de Nuestra Señora de la Almudena
Palacio Real
Jardines de Sabatini
Plaza de la Cruz Verde
Plaza de Jardín del Príncipe de Anglona
Iglesia de San Pedro el Viejo
Mercado de San Miguel
Vie del centro
Plaza de Jacinto Benavente
Plaza de Santa Ana
Monasterio de las Descalzas Reales
GIORNO 2 - Verde, arte e movimento
Il sole ci sveglia presto. Il cielo è limpido, l’aria frizzante: la giornata perfetta per esplorare.
Prima tappa Puerta del Sol, il cuore pulsante della città, già pieno di gente, musica e movimento. Ammiriamo la statua di Carlo III e l'iconica statua dell’orso e del corbezzolo, simbolo di Madrid. (C’è un po’ di fila per la foto, ma basta spostarsi di lato per godersela con più calma).
Percorriamo Calle Alcalá fino a Plaza de Cibeles e poi a Plaza de la Independencia, dove la Puerta de Alcalá ci appare maestosa. Colazione al Cappuccino Grand Café, con vista: rilassante e curato.
Entriamo nel Parque del Buen Retiro, una vera oasi. Alberi, artisti di strada, barchette sull’acqua. Un luogo che mette di buonumore senza un motivo preciso. Camminiamo a lungo, senza fretta.
Raggiungiamo il CaixaForum, con il suo impressionante jardín vertical, e poi il Museo Reina Sofía. Ci trasformiamo in detective d’arte alla ricerca del Guernica e delle opere di Dalí. Non è il mio museo preferito, ma lascia il segno.
Pranzo veloce da Santagloria, circondate da pappagalli verdi che svolazzano sugli alberi: una scena surreale. Nel pomeriggio raggiungiamo Madrid Río, attraversando il Puente de Arganzuela e il Puente de Segovia.
Per riposarci un po’, prendiamo un tour in tuk tuk: divertente e leggero. Arriviamo fino a Las Ventas e poi a Plaza Colón.
Dopo io e mamma ci concediamo un aperitivo al Mercado de San Miguel mentre le altre tornano a casa per riposarsi un po'. La sera ceniamo da Jacinta, in Plaza Mayor. Turistico sì, ma l’atmosfera serale ripaga tutto.
Puerta del Sol
Plaza de Cibeles
Plaza de la Independencia
Parque del Buen Retiro
Jardín vertical CaixaForum
Museo Reina Sofía
Puente de Arganzuela
Madrid Río
Tuk Tuk Tour
Las Ventas
GIORNO 3 - Arrivederci Madrid
L’ultimo giorno ci accoglie con un cielo grigio, ma lo spirito è alto. Dopo il check-out lasciamo gli zaini al locker Stow Your Bags e facciamo colazione alla storica Chocolatería San Ginés: churros perfetti, croccanti, indimenticabili.
Visitiamo il Museo del Prado. Ci dividiamo, mappa in mano e parte la caccia alle opere più belle: Las Meninas, La Maja Desnuda, Il Giardino delle Delizie, Le Tre Grazie. Non si possono fare foto, ma va bene così: certe bellezze vanno solo guardate e ricordate.
All’uscita veniamo sorprese dalla festa della transumanza: pecore, capre, costumi tradizionali nel cuore della città. Un momento inaspettato e bellissimo.
Percorriamo Gran Vía, poi visitiamo la Iglesia de San Antonio de los Alemanes, un gioiello nascosto. Pranzo alla Tapería Restaurante Calle 29, ottimo e accogliente. Ultima tappa Plaza de España, poi un ultimo saluto al Mercado de San Miguel, tra brindisi e risate.
All’aeroporto arriva l’ultima sorpresa: il comandante mi invita in cabina per una foto. Un gesto semplice, ma che chiude il viaggio nel modo più bello possibile.
ConclusionE
Madrid mi ha insegnato che alcune città non si visitano, si seguono.
Ti prendono per mano e ti portano dove vogliono loro.
Sono tornata a casa con le gambe stanche, la testa piena e il sorriso stampato in faccia.
Una città viva, vera, che resta addosso.
Ti prendono per mano e ti portano dove vogliono loro.
Sono tornata a casa con le gambe stanche, la testa piena e il sorriso stampato in faccia.
Una città viva, vera, che resta addosso.
Parliamo di Madrid
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Stai pensando di partire anche tu?
Oppure semplicemente ti è venuta voglia di fare due chiacchiere?
Scrivimi!
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Non vedo l’ora di leggerti!