Introduzione
L’Irlanda non è stata solo una destinazione, ma un’esperienza profonda.
Un viaggio di gruppo che si è trasformato in qualcosa di più: condivisione, natura, silenzi e risate.
Tra scogliere infinite, cieli che cambiano colore e pub pieni di musica, ho sentito di essere esattamente dove dovevo essere.
Un viaggio di gruppo che si è trasformato in qualcosa di più: condivisione, natura, silenzi e risate.
Tra scogliere infinite, cieli che cambiano colore e pub pieni di musica, ho sentito di essere esattamente dove dovevo essere.
Scheda di viaggio
📍 Destinazione: Irlanda
📅 Periodo: 25 aprile - 4 maggio 2025
⏳ Durata: 10 giorni
✈️ Tipo di viaggio: On the road
👣 Itinerario: Organizzato da WeRoad
👥 Compagnia: Viaggio di gruppo con WeRoad
I luoghi segnati sulla mappa sono quelli che ho visitato durante il viaggio.
Si tratta della mia esperienza personale, non di contenuti sponsorizzati.
Si tratta della mia esperienza personale, non di contenuti sponsorizzati.
Giorno 1 - Dublino, da sola
La sveglia suona presto. Prestissimo. Ma l’adrenalina di un viaggio che senti già importante prima ancora di partire mi fa alzare senza esitazioni.
Parto dall’aeroporto di Pisa in piena notte e arrivo a Dublino di prima mattina. Ad accogliermi, una pioggerella sottile e insistente, quella che avevo sempre associato all’Irlanda. Un cliché che scopro subito essere tale: sarà infatti l’unico giorno di pioggia di tutto il viaggio.
Dall’aeroporto prendo il Dublin Express e raggiungo il centro. Lascio i bagagli al Clink i Lár e mi ritrovo da sola: sono arrivata per prima, il resto del gruppo arriverà solo più tardi.
Macchina fotografica al collo e itinerario pronto, inizio a esplorare Dublino in solitaria. Un po’ di ansia c’è: l’inglese non è il mio forte e girare da sola in una città nuova mette sempre alla prova. Ma Dublino è perfetta per camminare: pianeggiante, compatta, accogliente.
Attraverso l’iconico Ha’Penny Bridge e incontro Molly Malone. La sua statua lucida mi fa sorridere. La sua storia la conosco dalle medie, dalle lezioni di inglese. La canzone mi torna in testa e la canticchio tutto il giorno. In quel momento penso che la piccola Costanza ha appena realizzato un sogno.
Entro nella Sweny’s Pharmacy, con la sua atmosfera vittoriana, passo davanti alla casa natale di Oscar Wilde (in ristrutturazione) e poi nel Merrion Square Park, dove la sua statua sdraiata mi osserva ironica, circondata da citazioni incise nella pietra.
Proseguo tra Government Buildings, Huguenot Cemetery, Leinster House e mi concedo una pausa nel verde di St. Stephen’s Green. Avrei tanto voluto visitare la Marsh’s Library, ma il tempo stringe.
La St. Patrick’s Cathedral mi lascia senza parole già dall’esterno: gotica, imponente, circondata da un parco curatissimo. (Spoiler: ci tornerò).
Continuo verso St Audoen’s Church, Christ Church Cathedral, Dublin Castle e City Hall.
Risalgo poi verso O’Connell Street per vedere The Spire, il General Post Office e il toccante Famine Memorial, con poco distante la Jeanie Johnston, simbolo dell’emigrazione irlandese.
Risalgo poi verso O’Connell Street per vedere The Spire, il General Post Office e il toccante Famine Memorial, con poco distante la Jeanie Johnston, simbolo dell’emigrazione irlandese.
Girare da sola mi mette alla prova, ma mi fa sentire libera. Ce l’ho fatta.
A pranzo incontro i primi compagni di viaggio. Subito sintonia. Mangiamo al Merchant’s Arch, pub tradizionale con musica dal vivo. Primo hamburger del viaggio: enorme, succoso, perfetto.
Nel pomeriggio torniamo alla St. Patrick’s Cathedral per visitarla all’interno. Bellissima, ma meno suggestiva di fuori.
Poi arriva il momento simbolo: la mia prima Guinness, al Grogan’s. E sì, mi piace. Tantissimo.
Poi arriva il momento simbolo: la mia prima Guinness, al Grogan’s. E sì, mi piace. Tantissimo.
La sera arriva tutto il gruppo. Cena all’Old Mill Restaurant e poi pub hopping tra The Flaherty’s e The Old Storehouse, tra musica irlandese, risate e Guinness.
Rientro in ostello dopo 23 ore sveglia. Stanca morta. Felice. Con gli occhi pieni.
Ha’Penny Bridge
Molly Malone
Sweny’s Pharmacy
Oscar Wilde a Marrion Square
Leinster House
Huguenot Cemetery
St. Stephen’s Green
Marsh’s Library
St. Patrick’s Cathedral
Christ Church Cathedral
Dublin Castle
City Hall
The Spire
General Post Office
Famine Memorial
Jeanie Johnston
La mia prima Guinness
Giorno 2 - Si parte davvero
La sveglia suona presto, ma oggi è una di quelle mattine in cui non pesa.
Oggi inizia il viaggio vero, quello on the road.
Oggi inizia il viaggio vero, quello on the road.
Facciamo colazione tutti insieme in ostello e ci dirigiamo verso Europcar per ritirare le macchine. È il momento in cui realizziamo davvero che guideremo a sinistra. Ridiamo, scherziamo, ma sotto sotto siamo tutti un po’ tesi.
Partiamo.
Dopo dieci minuti succede l’impensabile: uno specchietto vola via. Silenzio. Poi risate. Tante.
È ufficiale: l’Irlanda ci ha dato il benvenuto.
Dopo dieci minuti succede l’impensabile: uno specchietto vola via. Silenzio. Poi risate. Tante.
È ufficiale: l’Irlanda ci ha dato il benvenuto.
Lasciamo Dublino e il paesaggio cambia rapidamente.
Le case diventano più rade, il verde più intenso, le strade più strette.
Pecore ovunque, mucche che attraversano con calma olimpica, colline che sembrano disegnate.
Le case diventano più rade, il verde più intenso, le strade più strette.
Pecore ovunque, mucche che attraversano con calma olimpica, colline che sembrano disegnate.
La prima vera tappa è Glendalough, nella contea di Wicklow.
Un luogo che sembra sospeso nel tempo. Camminiamo tra le rovine del sito monastico, croci celtiche, muretti in pietra. L’aria è fresca, il silenzio quasi irreale.
Un luogo che sembra sospeso nel tempo. Camminiamo tra le rovine del sito monastico, croci celtiche, muretti in pietra. L’aria è fresca, il silenzio quasi irreale.
Proseguiamo il sentiero fino ai due laghi. L’acqua è ferma, scura, circondata da montagne verdi.
Qui rallentiamo tutti senza dircelo. È uno di quei posti che non hanno bisogno di spiegazioni.
Qui rallentiamo tutti senza dircelo. È uno di quei posti che non hanno bisogno di spiegazioni.
Ripartiamo e ci fermiamo per pranzo in un Centra: panini, snack, cose semplici. Seduti all’aperto, stanchi ma felici.
Nel pomeriggio arriviamo a Kilkenny. Passeggiamo lungo il fiume Nore con vista sul Kilkenny Castle, imponente e ordinato. Il centro è piccolo, medievale, accogliente.
Visitiamo la St. Canice’s Cathedral, camminiamo senza una meta precisa, ci godiamo il ritmo lento.
Visitiamo la St. Canice’s Cathedral, camminiamo senza una meta precisa, ci godiamo il ritmo lento.
Avremmo voluto vedere la Rock of Cashel, ma il tempo non basta.
Un po’ di dispiacere, ma anche la consapevolezza che non si può vedere tutto. E va bene così.
Un po’ di dispiacere, ma anche la consapevolezza che non si può vedere tutto. E va bene così.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Cork.
La stanchezza si fa sentire: sono già giorni intensi, chilometri, emozioni continue.
La stanchezza si fa sentire: sono già giorni intensi, chilometri, emozioni continue.
Ceniamo al Dwyers of Cork: pub caldo, atmosfera rilassata.
Dormiamo al Gabriel House Guesthouse.
Quando mi infilo sotto le coperte sento le gambe pesanti e la testa piena.
Il gruppo inizia davvero a prendere forma. E io sento che questo viaggio ha appena iniziato a parlare.
Dormiamo al Gabriel House Guesthouse.
Quando mi infilo sotto le coperte sento le gambe pesanti e la testa piena.
Il gruppo inizia davvero a prendere forma. E io sento che questo viaggio ha appena iniziato a parlare.
Il famoso specchietto
Glendalough
Kilkenny
Cork
Giorno 3 - Colori, vento e confini del mondo
La sveglia suona presto anche oggi, ma ormai ci ho fatto l’abitudine.
L’entusiasmo è alle stelle: ogni giorno in Irlanda sembra promettere qualcosa di nuovo. Dopo una colazione tipica irlandese, di quelle che ti riempiono e ti danno la carica giusta, risaliamo in macchina e si riparte.
L’entusiasmo è alle stelle: ogni giorno in Irlanda sembra promettere qualcosa di nuovo. Dopo una colazione tipica irlandese, di quelle che ti riempiono e ti danno la carica giusta, risaliamo in macchina e si riparte.
La prima sorpresa della giornata arriva quasi per caso: Belvelly Castle.
Un piccolo castello immerso nel paesaggio rurale, silenzioso, un po’ misterioso, come se fosse rimasto lì fermo nel tempo. Ci fermiamo per qualche foto, senza fretta. Amo queste tappe improvvisate, quelle non previste che poi diventano tra i ricordi più belli.
Un piccolo castello immerso nel paesaggio rurale, silenzioso, un po’ misterioso, come se fosse rimasto lì fermo nel tempo. Ci fermiamo per qualche foto, senza fretta. Amo queste tappe improvvisate, quelle non previste che poi diventano tra i ricordi più belli.
Poi arriviamo a Cobh e… il cuore mi fa letteralmente un salto.
Le famose casette colorate che avevo visto mille volte in foto sono lì, davanti ai miei occhi. Vere. Reali. Corro subito a cercare lo spot, quello giusto, quello che avevo sempre immaginato.
Cobh è una cittadina meravigliosa, luminosa, piena di storia. Qui il Titanic fece la sua ultima sosta, e ovunque ci sono riferimenti al transatlantico: è impossibile non sentirne il peso e il fascino.
Le famose casette colorate che avevo visto mille volte in foto sono lì, davanti ai miei occhi. Vere. Reali. Corro subito a cercare lo spot, quello giusto, quello che avevo sempre immaginato.
Cobh è una cittadina meravigliosa, luminosa, piena di storia. Qui il Titanic fece la sua ultima sosta, e ovunque ci sono riferimenti al transatlantico: è impossibile non sentirne il peso e il fascino.
Visitiamo la St. Colman’s Cathedral, che domina la città dall’alto. È imponente, elegante, quasi solenne. Poi ci perdiamo tra le stradine, tra le case color pastello, respirando quell’atmosfera unica che solo certi posti riescono a regalarti. Un sogno, davvero.
La tappa successiva è Kinsale, vivace, coloratissima, piena di energia.
Ci fermiamo per colazione al Milk Market Café, poi facciamo due passi tra i negozietti. È ancora presto, l’atmosfera è tranquilla, quasi sospesa. Kinsale mi conquista subito.
Ci fermiamo per colazione al Milk Market Café, poi facciamo due passi tra i negozietti. È ancora presto, l’atmosfera è tranquilla, quasi sospesa. Kinsale mi conquista subito.
Poi il paesaggio cambia di nuovo e arriviamo alle Old Head of Kinsale Cliffs.
Meno famose di altre scogliere irlandesi, ma incredibilmente spettacolari. Scogliere a picco sul mare, vento forte che ti sferza il viso, verde intenso tutt’intorno. Sembra davvero di essere ai confini del mondo.
Meno famose di altre scogliere irlandesi, ma incredibilmente spettacolari. Scogliere a picco sul mare, vento forte che ti sferza il viso, verde intenso tutt’intorno. Sembra davvero di essere ai confini del mondo.
Tra una curva e l’altra ci fermiamo anche a fotografare le mucche.
Ormai fanno ufficialmente parte del viaggio. Anzi, del gruppo.
Ormai fanno ufficialmente parte del viaggio. Anzi, del gruppo.
Proseguiamo verso il Timoleague Friary, un’abbazia in rovina trasformata in cimitero, affacciata sull’acqua. È un luogo silenzioso, suggestivo, che invita spontaneamente al raccoglimento. Ci si parla piano, quasi per rispetto.
Subito dopo arriva una tappa decisamente particolare: The Kilbrittain Whale, lo scheletro di una balena all’aperto.
Onestamente? Nulla di memorabile.
Ma anche queste tappe un po’ “meh” fanno parte del viaggio e diventano poi motivo di risate, di commenti ironici, di ricordi condivisi.
Onestamente? Nulla di memorabile.
Ma anche queste tappe un po’ “meh” fanno parte del viaggio e diventano poi motivo di risate, di commenti ironici, di ricordi condivisi.
All’improvviso, una scena surreale: una sfilata di camion e trattori che passa davanti a noi. Li salutiamo, loro rispondono a colpi di clacson. Un momento assurdo, spontaneo, bellissimo. Irlanda pura.
Dopo l’ennesimo panino al Centra, arriviamo a Mizen Head, il punto più a sud-ovest dell’isola.
Qui il paesaggio è potente, quasi violento nella sua bellezza. Un ponte sospeso sull’oceano, il faro, il vento fortissimo, le onde che si infrangono sugli scogli.
È uno di quei posti che ti entrano dentro. Uno dei momenti più intensi di tutto il viaggio.
Qui il paesaggio è potente, quasi violento nella sua bellezza. Un ponte sospeso sull’oceano, il faro, il vento fortissimo, le onde che si infrangono sugli scogli.
È uno di quei posti che ti entrano dentro. Uno dei momenti più intensi di tutto il viaggio.
Nel tardo pomeriggio attraversiamo il Killarney National Park.
Laghi, colline, verde infinito. Pecore e mucche ovunque. Ci fermiamo continuamente per fare foto, perché ogni angolo è poesia.
Laghi, colline, verde infinito. Pecore e mucche ovunque. Ci fermiamo continuamente per fare foto, perché ogni angolo è poesia.
Arriviamo a Killarney, ceniamo al Flesk Bar & Restaurant e poi via, serata in pieno stile irlandese al The Killarney Grand: musica, danze, Guinness e risate.
Dormiamo ai Mountain Lodge Apartments, fuori dal centro.
Due notti qui. E una sensazione chiara: l’Irlanda mi sta conquistando sempre di più.
Dormiamo ai Mountain Lodge Apartments, fuori dal centro.
Due notti qui. E una sensazione chiara: l’Irlanda mi sta conquistando sempre di più.
Cobh
Kinsale
Old Head of Kinsale Cliffs
Le mia amiche mucche
Timoleague Friary
The Kilbrittain Whale
Mizen Head
Killarney National Park
Giorno 4 - Spiagge, silenzi e luce dorata
Chi l’avrebbe mai detto che in Irlanda mi sarei svegliata presto per vedere l’alba?
E invece eccomi lì, con un cookie in mano e la fotocamera pronta, mentre il resto del gruppo dorme. Il cielo si tinge lentamente di arancio. Tutto è silenzio. Tutto è pace.
Uno di quei momenti che restano, senza bisogno di parole.
E invece eccomi lì, con un cookie in mano e la fotocamera pronta, mentre il resto del gruppo dorme. Il cielo si tinge lentamente di arancio. Tutto è silenzio. Tutto è pace.
Uno di quei momenti che restano, senza bisogno di parole.
La giornata inizia a Kenmare, con colazione al Maison Gourmet e spesa pranzo al Murphy’s Daybreak. Oggi si mangia picnic, e già questo mi mette di buon umore.
Arriviamo a Derrynane Beach e restiamo senza parole.
Una spiaggia immensa, sabbia chiara, verde intensissimo tutt’intorno. Camminiamo a lungo sulla battigia, tra scogli pieni di cozze e un silenzio quasi irreale, fino a raggiungere un cimitero affacciato sul mare.
Sì, un altro cimitero. Ormai una costante del viaggio.
Una spiaggia immensa, sabbia chiara, verde intensissimo tutt’intorno. Camminiamo a lungo sulla battigia, tra scogli pieni di cozze e un silenzio quasi irreale, fino a raggiungere un cimitero affacciato sul mare.
Sì, un altro cimitero. Ormai una costante del viaggio.
Ci arrampichiamo su una roccia per ammirare la spiaggia dall’alto.
Il panorama è incredibile.
Nota mentale: attenzione alle zecche.
Il panorama è incredibile.
Nota mentale: attenzione alle zecche.
La seconda spiaggia è Ballinskelligs Beach, più tranquilla ma altrettanto bella. Qui mangiamo, ci rilassiamo, scattiamo foto e ci godiamo un’insolita sensazione di estate irlandese.
Poi arrivano le Kerry Cliffs.
Un’esplosione di colori, vento, oceano. Camminiamo lungo i sentieri quasi in silenzio, sopraffatti dalla bellezza.
Luoghi così ti fanno sentire piccolo… e incredibilmente vivo.
Un’esplosione di colori, vento, oceano. Camminiamo lungo i sentieri quasi in silenzio, sopraffatti dalla bellezza.
Luoghi così ti fanno sentire piccolo… e incredibilmente vivo.
Passiamo per Portmagee, poi raggiungiamo Valentia Island, collegata da un ponte.
L’isola è selvaggia, dorata, con panorami che si aprono all’improvviso. Forse sbagliamo zona (quella giusta era un’altra) ma anche questo fa parte dell’avventura.
L’isola è selvaggia, dorata, con panorami che si aprono all’improvviso. Forse sbagliamo zona (quella giusta era un’altra) ma anche questo fa parte dell’avventura.
Ultima tappa: Ballycarbery Castle.
Un castello in rovina circondato da prati infiniti. Chiuso al pubblico, ma suggestivo anche solo da fuori. Sembra uscito da una fiaba decadente.
Un castello in rovina circondato da prati infiniti. Chiuso al pubblico, ma suggestivo anche solo da fuori. Sembra uscito da una fiaba decadente.
La sera rientriamo agli appartamenti, spesa al Lidl e cena “italiana” tutti insieme.
Tra risate, birra, piccoli imprevisti e un mini festino improvvisato, il gruppo si cementa davvero.
Tra risate, birra, piccoli imprevisti e un mini festino improvvisato, il gruppo si cementa davvero.
Kenmare
Derrynane Beach
Kerry Cliffs
Valentia Island
Ballycarbery Castle
Giorno 5 – Sogni che diventano realtà
Un’altra alba, un altro cookie, un altro piccolo rituale tutto mio.
Svegliarmi presto è diventata una routine bellissima: solo io, la luce dorata del mattino e un biscotto che sa di casa.
Ma oggi non è un giorno qualunque.
Oggi si va alle Cliffs of Moher. La tappa che aspettavo di più.
Svegliarmi presto è diventata una routine bellissima: solo io, la luce dorata del mattino e un biscotto che sa di casa.
Ma oggi non è un giorno qualunque.
Oggi si va alle Cliffs of Moher. La tappa che aspettavo di più.
Arrivati al porto di Doolin Ferry, ci accoglie un piccolo contrattempo: abbiamo perso la nostra barca.
Nell’attesa della successiva, ci rilassiamo e pranziamo a un banchetto di street food. L’adrenalina sale, l’attesa rende tutto ancora più intenso.
Nell’attesa della successiva, ci rilassiamo e pranziamo a un banchetto di street food. L’adrenalina sale, l’attesa rende tutto ancora più intenso.
Finalmente si parte.
Il giro in barca è incredibile.
Davanti a noi si stagliano le Cliffs of Moher: alte, scure, imponenti. Scolpite dal vento e dall’oceano, sembrano vive, come se custodissero segreti antichi.
Il sole splende, il mare è calmo. Un momento quasi surreale.
Il giro in barca è incredibile.
Davanti a noi si stagliano le Cliffs of Moher: alte, scure, imponenti. Scolpite dal vento e dall’oceano, sembrano vive, come se custodissero segreti antichi.
Il sole splende, il mare è calmo. Un momento quasi surreale.
Per me c’è un’emozione in più.
Sono ossessionata da Harry Potter, e vedere il punto dove è stata girata – o da cui è stata ispirata – una scena del sesto film è un sogno che si avvera.
Non trattengo le lacrime. Piango per l’emozione. E va bene così.
Sono ossessionata da Harry Potter, e vedere il punto dove è stata girata – o da cui è stata ispirata – una scena del sesto film è un sogno che si avvera.
Non trattengo le lacrime. Piango per l’emozione. E va bene così.
La barca ci porta poi a Inisheer, la più piccola delle Aran Islands.
Davanti a noi una vera cartolina: cielo azzurro, mare limpido, prati verdissimi. Noleggiamo le biciclette e partiamo alla scoperta dell’isola: il relitto del Plassey, arrugginito ma suggestivo, il faro bianco e solitario, le rovine del castello immerse nel silenzio.
Davanti a noi una vera cartolina: cielo azzurro, mare limpido, prati verdissimi. Noleggiamo le biciclette e partiamo alla scoperta dell’isola: il relitto del Plassey, arrugginito ma suggestivo, il faro bianco e solitario, le rovine del castello immerse nel silenzio.
Pedalare con il vento tra i capelli e il profumo di salsedine nell’aria è una delle esperienze più leggere e felici di tutto il viaggio.
Ci fermiamo al Café Úna, aspettando la barca per il rientro.
Ci fermiamo al Café Úna, aspettando la barca per il rientro.
Tornati sulla terraferma, rientriamo verso le Cliffs of Moher, stavolta per vederle dall’alto. E wow.
Se dal mare erano imponenti, da sopra fanno quasi paura. Sotto di te solo oceano e roccia a picco per oltre 200 metri. Il sentiero panoramico regala viste da togliere il fiato, soprattutto con la luce dorata del tardo pomeriggio.
Unica pecca: il parcheggio esageratamente caro. Ma ne vale comunque la pena.
Se dal mare erano imponenti, da sopra fanno quasi paura. Sotto di te solo oceano e roccia a picco per oltre 200 metri. Il sentiero panoramico regala viste da togliere il fiato, soprattutto con la luce dorata del tardo pomeriggio.
Unica pecca: il parcheggio esageratamente caro. Ma ne vale comunque la pena.
Con gli occhi ancora pieni di meraviglia, ci rimettiamo in viaggio verso Galway.
Cena movimentata all’An Púcán, qualche risata, quattro chiacchiere… e poi a letto al Madison House.
Stanchi. Felici. Grati.
Cena movimentata all’An Púcán, qualche risata, quattro chiacchiere… e poi a letto al Madison House.
Stanchi. Felici. Grati.
Alba
Cliffs of Moher dalla barca
Giro in bici a Inisheer
Inisheer
Inisheer
Cliffs of Moher
Giorno 6 - Acqua cristallina e fiabe verdi
Il sole non ci abbandona più.
Anzi, sembra proprio aver deciso di accompagnarci fino alla fine del viaggio, regalandoci anche oggi una giornata che ha tutto il sapore di un sogno estivo… ma ambientato in Irlanda.
Anzi, sembra proprio aver deciso di accompagnarci fino alla fine del viaggio, regalandoci anche oggi una giornata che ha tutto il sapore di un sogno estivo… ma ambientato in Irlanda.
Dopo colazione da Esquires, iniziamo la giornata passeggiando per le vie di Galway.
È una città giovane, viva, colorata, con un’energia leggera che ti entra addosso piano piano. Ci perdiamo tra i negozietti, tra artisti di strada e vetrine piene di personalità. Visitiamo la Cattedrale di Galway, imponente e bellissima, con la sua architettura che mescola gotico e rinascimentale in modo sorprendentemente armonioso.
Poi il college, il fiume Corrib, le vie del centro. C’è qualcosa di incredibilmente rilassante qui: forse è l’atmosfera, forse è solo il fatto che a Galway il tempo sembra rallentare davvero.
È una città giovane, viva, colorata, con un’energia leggera che ti entra addosso piano piano. Ci perdiamo tra i negozietti, tra artisti di strada e vetrine piene di personalità. Visitiamo la Cattedrale di Galway, imponente e bellissima, con la sua architettura che mescola gotico e rinascimentale in modo sorprendentemente armonioso.
Poi il college, il fiume Corrib, le vie del centro. C’è qualcosa di incredibilmente rilassante qui: forse è l’atmosfera, forse è solo il fatto che a Galway il tempo sembra rallentare davvero.
Facciamo provviste per il pranzo al Centra e partiamo attraversando il Connemara National Park.
I paesaggi diventano subito più selvaggi: montagne morbide, distese di erica e torba, laghi solitari, pecore ovunque (ovviamente!). Ogni curva è una cartolina, ogni sguardo fuori dal finestrino un motivo per fermarsi a scattare una foto.
I paesaggi diventano subito più selvaggi: montagne morbide, distese di erica e torba, laghi solitari, pecore ovunque (ovviamente!). Ogni curva è una cartolina, ogni sguardo fuori dal finestrino un motivo per fermarsi a scattare una foto.
La nostra meta è Mannin Bay, una baia che ci accoglie con acqua cristallina e spiaggia dorata.
Un paesaggio quasi caraibico… ma in Irlanda!
Ci spostiamo poco più avanti su un’altra spiaggia e qui decidiamo di fare kayak con Real Adventures Connemara. È stato divertentissimo. Faceva così caldo che, senza pensarci troppo, abbiamo persino fatto il bagno nell’Oceano Atlantico.
L’acqua? Fredda. L’esperienza? Impagabile.
Nuotare in un mare così limpido, con quella luce incredibile, è uno di quei momenti che ti restano impressi addosso.
Un paesaggio quasi caraibico… ma in Irlanda!
Ci spostiamo poco più avanti su un’altra spiaggia e qui decidiamo di fare kayak con Real Adventures Connemara. È stato divertentissimo. Faceva così caldo che, senza pensarci troppo, abbiamo persino fatto il bagno nell’Oceano Atlantico.
L’acqua? Fredda. L’esperienza? Impagabile.
Nuotare in un mare così limpido, con quella luce incredibile, è uno di quei momenti che ti restano impressi addosso.
Dopo esserci asciugati al sole, riprendiamo il viaggio verso una delle mete più iconiche dell’Irlanda dell’ovest: Kylemore Abbey.
Costruita sulle rive di un lago e circondata da colline verdissime, sembra uscita da una fiaba. Anche solo vederla da fuori, riflessa nell’acqua, vale il viaggio.
Peccato non aver avuto tempo per visitare i famosi giardini vittoriani, ma la luce del tramonto rendeva tutto così magico che ci siamo accontentati di ammirarla così.
Costruita sulle rive di un lago e circondata da colline verdissime, sembra uscita da una fiaba. Anche solo vederla da fuori, riflessa nell’acqua, vale il viaggio.
Peccato non aver avuto tempo per visitare i famosi giardini vittoriani, ma la luce del tramonto rendeva tutto così magico che ci siamo accontentati di ammirarla così.
La giornata si conclude con il trasferimento a Ballina.
Cena tranquilla da Domino’s Pizza, una bevuta all’An Bolg Buí Pub, risate, brindisi e racconti che si intrecciano.
Poi a dormire all’Heyfay Hostel Ballina, con il cuore pieno e quella sensazione bellissima di essere esattamente dove dovresti essere.
Cena tranquilla da Domino’s Pizza, una bevuta all’An Bolg Buí Pub, risate, brindisi e racconti che si intrecciano.
Poi a dormire all’Heyfay Hostel Ballina, con il cuore pieno e quella sensazione bellissima di essere esattamente dove dovresti essere.
Galway
Galway
Mannin Bay
Kayak
Kylemore Abbey
Ballina
An Bolg Buí Pub Ballina
Giorno 7 – Vento, confini e silenzi che parlano
Un’altra giornata on the road ci aspetta.
Dopo una colazione veloce da Jimmy’s, siamo di nuovo in macchina, pronti a lasciarci sorprendere ancora.
Dopo una colazione veloce da Jimmy’s, siamo di nuovo in macchina, pronti a lasciarci sorprendere ancora.
La prima tappa è Muckross Head.
Ci affacciamo su scogliere imponenti, con rocce scure scolpite dal vento in forme affascinanti. Il rumore del mare, il vento tra i capelli e l’infinito verde irlandese ci ricordano, ancora una volta, quanto questa terra sia potente, primitiva, autentica.
Ci affacciamo su scogliere imponenti, con rocce scure scolpite dal vento in forme affascinanti. Il rumore del mare, il vento tra i capelli e l’infinito verde irlandese ci ricordano, ancora una volta, quanto questa terra sia potente, primitiva, autentica.
Ripartiamo verso Sliabh Liag, le scogliere più alte d’Europa.
Camminiamo tra prati verdi, pecore e agnellini curiosi, attraversiamo un piccolo lago e arriviamo al punto panoramico.
La vista è semplicemente sbalorditiva: scogliere altissime che si tuffano nell’oceano agitato, aria che profuma di libertà. È uno di quei posti che ti fanno fermare, respirare a fondo e pensare: ok, questo momento lo voglio ricordare per sempre.
Camminiamo tra prati verdi, pecore e agnellini curiosi, attraversiamo un piccolo lago e arriviamo al punto panoramico.
La vista è semplicemente sbalorditiva: scogliere altissime che si tuffano nell’oceano agitato, aria che profuma di libertà. È uno di quei posti che ti fanno fermare, respirare a fondo e pensare: ok, questo momento lo voglio ricordare per sempre.
Dopo un pranzo veloce al Centra, raggiungiamo le Eas a’ Ranca Waterfall.
Sono immerse in un contesto selvaggio e poco turistico. Il suono dell’acqua, la natura intorno, il silenzio rotto solo dal rumore del fiume… uno di quei luoghi che non trovi sulle guide, ma che ti restano dentro più di tanti altri.
Sono immerse in un contesto selvaggio e poco turistico. Il suono dell’acqua, la natura intorno, il silenzio rotto solo dal rumore del fiume… uno di quei luoghi che non trovi sulle guide, ma che ti restano dentro più di tanti altri.
Attraversiamo poi il confine ed entriamo nel Regno Unito, direzione Londonderry (Derry).
Passeggiamo sulle mura antiche e tra i murales di Bogside, che raccontano la storia dei Troubles. È una città che trasmette forza, memoria e una grande voglia di rinascita. Camminare qui fa riflettere, rallentare, osservare.
Passeggiamo sulle mura antiche e tra i murales di Bogside, che raccontano la storia dei Troubles. È una città che trasmette forza, memoria e una grande voglia di rinascita. Camminare qui fa riflettere, rallentare, osservare.
Come se non bastasse, ci spingiamo fino a Malin Head, la punta più a nord dell’isola d’Irlanda.
Arriviamo mentre il cielo si tinge d’oro. Ci sparpagliamo, ognuno cerca il suo angolo perfetto. Poi, quasi naturalmente, ci ritroviamo in silenzio, seduti ad ascoltare il vento e il mare.
Uno di quei momenti che sai già non dimenticherai mai.
Arriviamo mentre il cielo si tinge d’oro. Ci sparpagliamo, ognuno cerca il suo angolo perfetto. Poi, quasi naturalmente, ci ritroviamo in silenzio, seduti ad ascoltare il vento e il mare.
Uno di quei momenti che sai già non dimenticherai mai.
La giornata si chiude con una cena “salvata” al Seaview Tavern, che ci accoglie nonostante stessero chiudendo, e il pernottamento al The Frontier Hotel.
Esausti ma felicissimi.
Esausti ma felicissimi.
Muckross Head
Sliabh Liag
Eas a’ Ranca Waterfall
Londonderry (Derry)
Malin Head
Giorno 8 - Sogni d’infanzia e colonne di pietra
Colazione veloce, zaino in macchina e via.
Oggi è una giornata carica di aspettative.
Oggi è una giornata carica di aspettative.
La prima tappa è Giant’s Causeway.
Uno dei luoghi che sognavo da una vita. Da quando l’avevo visto sul libro di inglese alle elementari, desideravo camminare su quelle colonne di basalto esagonali.
Appena arrivata mi emoziono tantissimo e parto praticamente a corsa. Arrampicarsi, sedersi, saltare da una colonna all’altra è pura magia.
Un posto irreale, che sembra costruito apposta per stupire.
(Consiglio spassionato: arrivare prima delle 10 per goderselo senza troppa folla.)
Uno dei luoghi che sognavo da una vita. Da quando l’avevo visto sul libro di inglese alle elementari, desideravo camminare su quelle colonne di basalto esagonali.
Appena arrivata mi emoziono tantissimo e parto praticamente a corsa. Arrampicarsi, sedersi, saltare da una colonna all’altra è pura magia.
Un posto irreale, che sembra costruito apposta per stupire.
(Consiglio spassionato: arrivare prima delle 10 per goderselo senza troppa folla.)
Proseguiamo verso Dunluce Castle, romantico e malinconico, arroccato sull’oceano.
Passeggiare tra le sue rovine con il rumore del mare sotto è un’esperienza che riempie l’anima. È uno di quei luoghi che ti fanno immaginare storie, vite passate, leggende.
Passeggiare tra le sue rovine con il rumore del mare sotto è un’esperienza che riempie l’anima. È uno di quei luoghi che ti fanno immaginare storie, vite passate, leggende.
Tappa successiva: Carrick-a-Rede, il famoso ponte di corda sospeso sull’oceano.
Il biglietto non è economico e infatti non lo attraversiamo tutti, ma per chi lo fa il panorama è assicurato. Anche solo vederlo, oscillare nel vento, fa effetto.
Pranziamo poi al The Weighbridge Tearoom, ricaricando un po’ le energie.
Il biglietto non è economico e infatti non lo attraversiamo tutti, ma per chi lo fa il panorama è assicurato. Anche solo vederlo, oscillare nel vento, fa effetto.
Pranziamo poi al The Weighbridge Tearoom, ricaricando un po’ le energie.
Delusione invece per The Dark Hedges.
Troppi turisti, poca magia. A meno che non siate super fan di Game of Thrones, si può tranquillamente saltare.
Troppi turisti, poca magia. A meno che non siate super fan di Game of Thrones, si può tranquillamente saltare.
Ci rifacciamo alla grande con una visita alla Hinch Distillery, tra degustazione e curiosità sul whiskey irlandese. Un momento più rilassato, piacevole, che spezza il ritmo.
Ultima tappa della giornata: Belfast.
Lasciati i bagagli al Dream Apartments Belfast, iniziamo la serata tra pub storici: The Crown Liquor Saloon, Kelly’s Cellars, Duke of York, The Dirty Onion, fino a notte fonda.
Musica dal vivo ovunque, sorrisi, Guinness che scorre e quella sensazione bellissima di viaggio che sta entrando nella sua fase finale… ma che non vuoi ancora lasciar andare.
Lasciati i bagagli al Dream Apartments Belfast, iniziamo la serata tra pub storici: The Crown Liquor Saloon, Kelly’s Cellars, Duke of York, The Dirty Onion, fino a notte fonda.
Musica dal vivo ovunque, sorrisi, Guinness che scorre e quella sensazione bellissima di viaggio che sta entrando nella sua fase finale… ma che non vuoi ancora lasciar andare.
Giant’s Causeway
Dunluce Castle
Carrick-a-Rede
The Dark Hedges
Hinch Distillery
Belfast
Belfast
Giorno 9 - Dublino: libri, birra e musica fino a notte
Lasciamo Belfast di buon’ora, con ancora addosso quell’aria del nord che sa di vento e nostalgia, e ci dirigiamo verso Dublino. L’ultimo capitolo del viaggio sta per iniziare.
La prima tappa è uno dei miei sogni da sempre: Trinity College. Appena entrata, ho sentito quella sensazione strana che si prova quando un luogo lo conosci già, pur non essendoci mai stata.
La Long Room mi ha lasciata senza parole. È vero, molti libri erano stati rimossi per restauro, ma l’atmosfera restava intatta: il profumo del legno, la luce soffusa, il silenzio carico di storia. Un luogo che ti fa venir voglia di rallentare, di abbassare la voce, di restare.
La Long Room mi ha lasciata senza parole. È vero, molti libri erano stati rimossi per restauro, ma l’atmosfera restava intatta: il profumo del legno, la luce soffusa, il silenzio carico di storia. Un luogo che ti fa venir voglia di rallentare, di abbassare la voce, di restare.
Dopo tanta meraviglia, lo stomaco ha iniziato a farsi sentire. Pranzo da Dash Burger, poi una tappa obbligatoria da Yum Yum Cookie Monster per un dolcino decisamente necessario.
Nel pomeriggio entriamo in un’altra icona irlandese: la Guinness Storehouse. Moderna, interattiva, sorprendente. Un percorso che racconta non solo una birra, ma un pezzo di identità irlandese.
Il momento clou arriva in cima, al Gravity Bar, con una pinta di Guinness in mano e Dublino che si apre davanti a noi, vista dall’alto. Un brindisi silenzioso, consapevoli che il viaggio sta per finire.
Il momento clou arriva in cima, al Gravity Bar, con una pinta di Guinness in mano e Dublino che si apre davanti a noi, vista dall’alto. Un brindisi silenzioso, consapevoli che il viaggio sta per finire.
Usciti dalla fabbrica, continuiamo a girare senza una vera meta, lasciandoci guidare dalle strade… fino ad arrivare nella famosissima Temple Bar.
Musica che esce dai pub, insegne colorate, risate, un’energia contagiosa. Ci fermiamo anche davanti al celebre pub Temple Bar, uno di quei luoghi che vedi mille volte in foto e che, dal vivo, ti colpisce ancora di più.
Musica che esce dai pub, insegne colorate, risate, un’energia contagiosa. Ci fermiamo anche davanti al celebre pub Temple Bar, uno di quei luoghi che vedi mille volte in foto e che, dal vivo, ti colpisce ancora di più.
La cena al The Celt è pura Irlanda: musica tradizionale, balli improvvisati, risate a raffica.
“Rattlin’ Bog” diventa il nostro inno, cantato a squarciagola, senza vergogna, con quella felicità che nasce quando sai di stare vivendo qualcosa che ricorderai per sempre.
“Rattlin’ Bog” diventa il nostro inno, cantato a squarciagola, senza vergogna, con quella felicità che nasce quando sai di stare vivendo qualcosa che ricorderai per sempre.
Ultimo giro nei pub di Temple Bar. Le luci sono più intense, ma dentro si fa strada una lieve malinconia. Gli abbracci iniziano già a farsi più stretti, come se il corpo avesse capito prima della testa che sta per finire.
Trinity College
Trinity College
Guinness Storehouse
Guinness Storehouse
Temple Bar
Temple Bar
Giorno 10 - Arrivederci Irlanda
L’ultimo giorno è arrivato. Più lento. Più dolce. Più consapevole.
La sveglia suona un po’ più tardi del solito. Il corpo è stanco, la mente piena, il cuore sospeso.
Io e un amico del gruppo usciamo per un ultimo giro tra le strade di Dublino, quelle che in pochi giorni sono diventate familiari. Camminiamo senza fretta, ci fermiamo a guardare, a respirare, a salutare la città. Qualche souvenir, qualche foto in più, il tentativo di portare via con noi ancora un po’ di atmosfera irlandese.
Io e un amico del gruppo usciamo per un ultimo giro tra le strade di Dublino, quelle che in pochi giorni sono diventate familiari. Camminiamo senza fretta, ci fermiamo a guardare, a respirare, a salutare la città. Qualche souvenir, qualche foto in più, il tentativo di portare via con noi ancora un po’ di atmosfera irlandese.
Poi ci riuniamo agli ultimi rimasti del gruppo per la colazione finale al Jay Kay’s Café. La stessa energia dei giorni precedenti, ma mescolata a quella malinconia silenziosa che non ha bisogno di essere detta.
Recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo verso l’aeroporto.
E proprio lì, l’Irlanda ci regala il saluto perfetto: un cielo grigio, nuvoloso, come a dire “potete andare… il sole ve l’ho già dato”.
E proprio lì, l’Irlanda ci regala il saluto perfetto: un cielo grigio, nuvoloso, come a dire “potete andare… il sole ve l’ho già dato”.
Condividiamo l’ultimo pranzo al Burger King, gli ultimi sorrisi, le ultime battute di gruppo. Poi arrivano loro: i saluti veri. Gli abbracci lunghi. Quelli con gli occhi lucidi. Quelli che sembrano dire “è stato bellissimo” senza bisogno di parole.
Tornare in Italia è stato dolce e amaro insieme.
Ho lasciato un pezzo di cuore tra le scogliere, le pecore, i pub, i cieli azzurri e le strade di questa terra verde.
Ho lasciato un pezzo di cuore tra le scogliere, le pecore, i pub, i cieli azzurri e le strade di questa terra verde.
L’Irlanda ci ha regalato giorni perfetti: sole, caldo, panorami incredibili, una connessione profonda con la natura.
Ma soprattutto ci ha regalato un gruppo di sconosciuti diventati amici, risate che fanno male alla pancia, emozioni vere.
Ma soprattutto ci ha regalato un gruppo di sconosciuti diventati amici, risate che fanno male alla pancia, emozioni vere.
Non era solo un viaggio. Era qualcosa di più. 💚
Irlanda dall'alto
Irish Costi
Conclusione
Ho lasciato un pezzo di cuore in Irlanda.
Tra le strade bagnate, le pecore, la musica folk e le persone incontrate lungo il cammino.
Non è stato solo un viaggio, ma una connessione vera con i luoghi e con chi li ha vissuti insieme a me.
So già che, in qualche modo, ci tornerò.
Tra le strade bagnate, le pecore, la musica folk e le persone incontrate lungo il cammino.
Non è stato solo un viaggio, ma una connessione vera con i luoghi e con chi li ha vissuti insieme a me.
So già che, in qualche modo, ci tornerò.
Parliamo dell'Irlanda
Hai voglia di saperne di più su questo viaggio?
Stai pensando di partire anche tu?
Oppure semplicemente ti è venuta voglia di fare due chiacchiere?
Scrivimi!
Stai pensando di partire anche tu?
Oppure semplicemente ti è venuta voglia di fare due chiacchiere?
Scrivimi!
Non vedo l’ora di leggerti!
Grazie a chi ha condiviso con me questo viaggio.
Alle anime belle che ho incontrato lungo la strada, a chi ha saputo ridere, ascoltare, ballare e perdersi con me tra scogliere e sogni.
Grazie a chi ha fatto il DJ in macchina, creando la colonna sonora perfetta per ogni tappa.
A chi ha guidato a sinistra senza (troppa) paura, permettendoci di andare lontano.
A chi ha tradotto per me quando l’inglese si faceva complicato.
A chi ha ballato con me nei pub, con un sorriso e una birra in mano.
A chi c’era, davvero.
E grazie a me.
Per aver scelto di partire, di vivere tutto questo con il cuore aperto.
Per non essermi tirata indietro, per aver detto sì.
Questo viaggio è stato anche (e soprattutto) per me.
Alle anime belle che ho incontrato lungo la strada, a chi ha saputo ridere, ascoltare, ballare e perdersi con me tra scogliere e sogni.
Grazie a chi ha fatto il DJ in macchina, creando la colonna sonora perfetta per ogni tappa.
A chi ha guidato a sinistra senza (troppa) paura, permettendoci di andare lontano.
A chi ha tradotto per me quando l’inglese si faceva complicato.
A chi ha ballato con me nei pub, con un sorriso e una birra in mano.
A chi c’era, davvero.
E grazie a me.
Per aver scelto di partire, di vivere tutto questo con il cuore aperto.
Per non essermi tirata indietro, per aver detto sì.
Questo viaggio è stato anche (e soprattutto) per me.